Sogni che si perdono

Ne raccontavano nelle favole
Camminava per le vie del mondo
Aveva tasche profonde
E come ciottoli
Raccoglieva i sogni abbandonati
Ancora incelofanati
Mai nati

Di sogni lui non ne aveva
Ma nelle tasche li aggiungeva

Come pioggia ne trovava
E curvo nelle tasche li accoglieva

Bada bene, ladro non era
Non ti ha portato via proprio nulla
Raccoglie ciò che si lascia
E nemmeno te lo rinfaccia

Tu butti e getti
Come inutili oggetti

Ringrazia
Ne prende cura e ne scrive parole
Senza inchiostro
Bocca senza voce

Li coglie con mani senza palmi
E ne conserva per seminarli

Mai nati
E ancora incelofanati
Raccoglieva i sogni abbandonati

Ne ha le tasche piene
Ma son senza fondo
Ne raccoglie in ogni mondo

Cammina con un mappamondo
Ha una bocca senza voce
Uno sguardo senza occhi
Ed una pelle senza colore
Un gran camminatore

Riempigli le tasche
Dei preziosi tuoi

Di sogni lui non ne aveva
Ma nelle tasche li aggiungeva

Dichiarazione alle Ombre

Seguito passo dopo passo.
Seguito ad ogni fiato.
Aspettano pazienti in qualunque dove.
Pronte a ricalcare le orme.
Seguito perfino ad ogni mio battito.
Ingombranti,pesanti e sempre presenti.
Sguardi ad osservare, anche nei sogni, stretti negli abbracci di tanti incubi.
Ombre cariche di stantío e di dubbi.
Ombre che ti abituano a portare pesi sulle spalle, continuare, passo dopo passo a non cedere alla stanchezza.
In fondo… Anche al non esser soli.
Ombre che ti ricordano chi sei, hanno il tuo sguardo, il tuo cipiglio ed il tuo viso.
Sono il tuo cambiamento, il tuo passato le tue paure a volte anche il tuo futuro.
Sono il tuo bicchiere mezzo vuoto.
Possiamo ignorarle, combatterle, assecondarle, evitarle e anche comprenderle.
Ma bisogna ricordare, che fanno sempre parte di te.
Le dai le spalle, ma ci sono sempre.
Si staccano solo per un piccolo momento, quando muovi un piede davanti all’altro.
Quando non ti fermi.
Quando prosegui imperturbabile.
Oscurità con i piedi, veloci instancabili, attente.
Inseparabili.
Le ombre sono tante cose e nessuna.
Pure una pillola o un sorriso.
Sono tutto e nulla.
Sono te e sono loro.
Sono loro e siete voi.
Sono ombre e hanno i piedi per seguirti.

Giungo alla conclusione che ti permettono di diventare uomo.
Di non aver paura del buio.
Di non aver paura del mostro più terribile, noi stessi.
Di imparare a camminare senza mai voltarsi.

Buonasera ombre, state al mio passo.
Ci vediamo in cima

Regionale 2105

Il fischio del treno
L’aria fresca e violenta
Casca nel convoglio
Dal boccaporto aperto
Su di un mondo che corre
E scorre veloce
Aria fresca che miscela l’odore
Di sudore e della pelle
Dei viaggiatori
Punture al naso.
Scrivo lettere
Con lo sguardo inclinato
Cerco di stampare luoghi e persone
Tanti sconosciuti
Occhi di tanti colori
Porto con me valige di sogni
Tutte più grandi di me
Leggere come fili d’erba
Porto con me speranze
Porto con me sorrisi
Un fischio del treno
Una nuova partenza
Non ho sassi nelle tasche
Non ho vecchie paure
Non avevano il biglietto quelle
Una stazione
Una nuova partenza

Pelle come nylon

Pelle come nylon
Collant di vecchie prostitute
Fili smangiati e strappati
Nero consunto dalle unghie
Uomini con le dita colme di spine
Baci dal sapore di cenere e nicotina
Pelle come collant
Ombrellini colorati per nascondere
Sorrisi amari
Denti gialli, rossetto sbavato, seni cadenti
Pelle come collant
Fasci dei fari per entrare in palcoscenico
Siamo in vendita
Siamo vecchie puttane per l’amore.
Posacenere stracolmo di mozziconi
Bicchieri con fondi di vino
Vendiamo pezzi di noi
Per striminziti e consunti abbracci
Corpi, mani sconosciute strette in un letto
Ogni giorno sempre più grande, freddo
Collant smagliati
Anime stropicciate
Prostitute vendute alla vita

Roccaforte

Rigaglie consumate
Dallo starnazzo
Con vuote bocche
Perse nel lacustre

Pelli lustre
Di personaggi carnevaleschi
Con mostruose maschere
Di illusa sincerità

Malate personalità
Nera e torbida influenza
Sull’animo sciocco
Di nudi sentimenti

Piccoli insegnamenti
Per crescer svelti
Diventar brizzolati
In cuori fatti a pezzi

Momenti avvezzi
vetro in ferro
Costruire pareti e fossati
Respingere cuori di soldati